Innovazione

Tutta l'innovazione di illy al servizio dell'eccellenza

In illycaffè, la strada dell'innovazione va dalle prime invenzioni degli anni Trenta ai laboratori di oggi, dove si studiano gli aspetti più profondi della “struttura” dell’aroma del caffè e quelli più sottili che legano il caffè alle sensazioni e al vissuto individuale.

La passione per la scienza e la tecnologia percorre tutta la storia di illycaffè, contribuendo alla sua crescita e al successo.

Del resto, l’espresso è di per sé un affascinante oggetto di ricerca: una bevanda cui concorrono 1.500 sostanze chimiche, di cui 800 volatili, e oltre 13 variabili chimico-fisiche che incidono sulla preparazione. Corpo, aroma e gusto dipendono dalla loro armonia.

Negli ultimi cento anni, delle otto innovazioni radicali (tecnologia di prodotto e tecnologia di processo) che hanno rivoluzionato il modo di fare, pensare e gustare il caffè, tre sono dovute ad illy.

La prima risale al 1937 ed è stata ideata dal fondatore Francesco Illy: si tratta della “Illetta”, la macchina che è la progenitrice delle attuali macchine per caffè professionali, un’innovazione che ha contribuito alla nascita del caffè espresso. È il primo esempio di macchina per caffè con dosatura automatica dell’acqua, che si basa non più sulla pressione data dal vapore dell'acqua riscaldata, ma sull'aria compressa. Questa innovazione ha permesso poi la diffusione delle macchine per espresso nei bar

La seconda innovazione è del 1935 e riguarda la pressurizzazione: un sistema di conservazione e, anche, esaltazione della miscela attraverso l’introduzione di gas inerte all’interno del barattolo. Grazie ad essa illy iniziò in quegli anni le esportazioni del caffè al di fuori della zona di produzione per raggiungere l’intero territorio nazionale e, in seguito, il resto del mondo.

Risale agli Anni ’70, invece, la terza innovazione: la cialda in carta di caffè porzionato, realizzata con l’obiettivo di esportare l’espresso in quei Paesi in cui non esiste una professionalità del barista, e in cui la variabile critica della mano del barista viene semplicemente annullata mettendo a punto un sistema che raggiunge quasi automaticamente l’eccellenza in tazza.